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Apollo Sauroktonos
Egli ... aveva un deciso amore per le arti fin da giovane e la possibilità di sfruttarlo con un collezionismo brillante, negli anni successivi poi la valorizzò ... trovando per tale collezione anche uno spazio appropriato che, alla maniera degli antichi, riempì di opere d’arte e decorazioni, seguendo il suo gusto e il suo piacere.
Il Gabinetto della Piccola è un luogo incantato di cose rare e di cose preziose, dai piccoli bronzi ai vasi in marmi pregiati. All’interno delle nicchie di questa saletta che venera le antichità ci sono diverse sculture in raffinato alabastro, ma a prevalere è la presenza del bronzo. L’opera più illustre della stanza è il giovane Apollo Sauroctono, una statuetta di piccole dimensioni che fu rinvenuta sulla sommità del colle Aventino. L’Apollo Sauroctonos, il cui epiteto deriva etimologicamente dal greco antico σαυρος κτεινω: ‘uccido la lucertola’, è per l’appunto colto nell’atto di colpire una lucertola che si sta arrampicando su di un tronco alla sua sinistra. Uno dei più insigni monumenti dell’arte greca è qui ricordato e tradotto sotto forma di una creatura meravigliosa, dagli occhi in pasta vitrea che sembrano animarsi ogni volta che vengono guardati. La datazione del pezzo, che nel tempo si è rivelato essere una copia, risale all’età traianea antoniniana lungo la metà del II secolo dc. Winckelmann, posto di fronte allo studio dell’ineguagliata qualità della scultura, volle illudersi che fosse l’originale del Prassitele; tuttavia, si rese presto conto che si trattasse della riproduzione romana. Oggi, più di ieri, siamo coscienti di quanto sia raro e difficile incontrare originali greci, specialmente se in bronzo. L’Apollo fu descritto come “una delle gioie più preziose di questa villa”, non solamente per la bontà del lavoro ma anche per la rarità della materia.