Villa Albani Torlonia
«ALEXANDER ALBANI VIR EMINENTISSIMVS INSTRVXIT ET ORNAVIT / ALEXANDER TORLONIA VIR PRINCEPS IN MELIVS RESTITVIT»
Vi sono celebrità che non hanno bisogno di lode. Tale è quella della villa Albani. Così inizia l’invito al lettore della guida di Morcelli, Fea e Visconti stampata in occasione dell’acquisto, voluto dal Principe Alessandro Torlonia nell’anno 1866, della nobile dimora sogno di classicismo del cardinale Alessandro Albani.
Vi sono celebrità che non hanno bisogno di lode. Tale è quella della Villa Albani. Così inizia l’invito al lettore della guida di Morcelli, Fea e Visconti (La Villa Albani descritta, Roma 1869), stampata in occasione dell’acquisto (1866) voluto dal principe Alessandro Torlonia della nobile dimora un tempo appartenuta al cardinale Alessandro Albani.
Dopo decenni di abbandono il principe Alessandro avviava ingenti interventi di restauro, come ricorda l’iscrizione a lettere di bronzo sulla facciata: «Alexander Albani vir eminentissimus instruxit et ornavit / Alexander Torlonia vir princeps in melius restituit» (L'eminentissimo signor Alessandro Albani costruì e adornò / il signor principe Alessandro Torlonia restaurò al meglio), restituendo lustro e prestigio a questo prezioso gioiello di architettura neoclassica, tanto che qui nel 1870 venne firmata la resa di Roma da parte dello Stato Pontificio.
Nipote di Papa Clemente XI, attento mecenate e abile diplomatico, il cardinale Alessandro Albani (1692-1779) fu uno dei maggiori collezionisti di scultore antiche della Roma del Settecento, promotore di quel gusto neoclassico che getta anche le basi dei moderni studi archeologici.
La Villa, posta poco fuori le mura, lungo la via Salaria, fu realizzata tra il 1747 e il 1763, su disegno dell’architetto Carlo Marchionni, quando l'ampia distesa di verde, già proprietà Accoramboni, Ercolani e Orsi, venne acquistata dal cardinale Albani.
Edificio di rappresentanza, più che di abitazione, come indicano le ampie volumetrie, la cura degli interni, l’elegante facciata interna che si sviluppa su due piani con l’imponente loggia terrazzata affacciata sul giardino all’italiana, la Villa fu innanzitutto una fucina culturale, luogo di dilettevoli soggiorni per la cerchia di amici antiquari che il dotto porporato aveva raccolto intorno a sé. Qui si organizzavano erudite discussioni, concerti, danze e commedie mascherate, e gli ospiti rimanevano ammirati dalla ricchezza dell’arredo, fatto di marmi policromi, stucchi, vetri, quadri e soprattutto di un’eccezionale raccolta di originali greci e sculture romane, una passione per l’antico che l’Albani aveva curato fin da giovane età, promuovendo vaste campagne di scavo e acquisti a Roma e nei dintorni.
Statue, busti, bassorilievi, vasi, capitelli e colonne, accuratamente selezionati, ornavano i raffinati interni, i giardini, le fontane e i vari edifici della villa, che si sviluppa come un vasto complesso architettonico di ambienti e strutture (come il Tempio di Diana, il Tempio delle Cariatidi, la Kaffehaus, il Canopo, il Tempietto diruto, la zona del Biliardo, ecc.), che dialogano tra loro con l’intento di creare un percorso educativo ed emozionale, studiato in ogni dettaglio, che vuole competere con le ville della Roma imperiale e lasciava incantati i visitatori.
Se il cardinale fu il vero direttore dei lavori, per la disposizione delle opere il Marchionni si avvalse dei consigli di Johann Joachim Winckelmann, che allora, grazie all’incarico di bibliotecario del cardinale (1759), stava procedendo alla catalogazione delle collezioni di antichità del suo protettore, avviando la riscoperta dell’arte greca. Winckelmann diede un notevole impulso all’ampliamento della collezione, e ricordando divertito quel periodo scriverà in una lettera dell’agosto 1766, che nel fabbricare l’Albani adottava la massima di Cartesio di non lasciare alcun spazio vuoto.
Così, nella Sala di Antinoo, il celebre rilievo da Villa Adriana orna il camino e in questo gioco di continua commistione tra antico e moderno si inserisce il celebre affresco del Parnaso (1761), realizzato da Anton Raphaël Mengs, nel salone principale della Villa, ben presto divenuto il manifesto pittorico del nascente stile neoclassico.
La Villa rimase essenzialmente intatta anche dopo la morte del cardinale: le opere sottratte durante il periodo napoleonico (1797-1815) per ornare a Parigi il Musée Napoléon furono infatti in parte rese dopo il 1815 al legittimo proprietario, il principe Carlo Albani e la residenza restò proprietà degli Albani fino alla prima metà dell'Ottocento, quando attraverso l'ultima erede passò agli Albani-Castelbarco, da cui l’acquisterà la Famiglia Torlonia.
Documento eccezionale, la Villa è stata così salvata, preservandola intatta fino ai nostri giorni, dalla distruzione dell’urbanizzazione umbertina, che di lì a poco cancellava in gran parte le ville storiche dell’Urbe, disperdendone il patrimonio di antichità che per tre secoli aveva reso Roma il cuore della vita artistica europea.
Testo di Lucia Franchi Viceré
Dopo decenni di abbandono il principe Alessandro avviava ingenti interventi di restauro, come ricorda l’iscrizione a lettere di bronzo sulla facciata: «Alexander Albani vir eminentissimus instruxit et ornavit / Alexander Torlonia vir princeps in melius restituit» (L'eminentissimo signor Alessandro Albani costruì e adornò / il signor principe Alessandro Torlonia restaurò al meglio), restituendo lustro e prestigio a questo prezioso gioiello di architettura neoclassica, tanto che qui nel 1870 venne firmata la resa di Roma da parte dello Stato Pontificio.
Testo di Lucia Franchi Viceré
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Conservazione
Il cardinale Albani è occupato a far fabbricare la sua villa che sembra a tutti un capo d’opera d’arte, perché non potete voi vederla, e perché non posso io dipingerla? Questo cardinale è il più gran mecenate, che si abbia al mondo; egli mette in luce ciò che era sepolto nelle tenebre e lo paga con generosità degna di un re.
scopri di più →Warning: getimagesize(https://beta5.villaalbanitorlonia.org/images/img_contenuti2/519-11t-kaffeehaus-villa-albani-torlonia-cfondazionetorlonia-photo-c.jpg): failed to open stream: HTTP request failed! HTTP/1.1 404 Not Found in D:\home\h545720.winp028.arubabusiness.it\beta5.villaalbanitorlonia.org\include\basics.php on line 466
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