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Affresco del Parnaso
"Galleria ammirabile"
Da questa Sala entrerete in una lunga Galleria nella quale si è profuso coll’ultima magnificenza quanto potea capirvi di bello e di prezioso. Il pavimento è tutto lavorato a marmi di vari colori. I Pilastri, e ricordatevi di osservarli, parte di finissimo mosaico, parte di intarsiature, dorati i capitelli, dorato il cornicione. Nella volta tre superbe pitture, basta dire del Mengs, il Raffaele de’ nostri tempi, e tutto il resto messo a fiorami con fondo d’oro.
«Si chiama Parnaso e le vette sono più alte delle nubi»
É un affresco dalla «nobile semplicità e quieta grandezza» ad abitare la sontuosa Galleria di Villa Albani Torlonia, uno spazio luminoso e risplendente adornato da pilastri di ordine corinzio recanti il fregio di mosaici antichi a colori e in marmo. La volta del soffitto è pervasa dalla famosa pittura di Anton Raphael Mengs raffigurante il monte Parnaso e le divinità che lo dimorano, dipinte nell’integrità della loro bellezza nei corpi e nei visi. Un’opera, che può considerarsi come l’estremo del valore artistico del maestro tedesco, eseguita con maestria ed eleganza secondo il pensiero teorico del gusto nella pittura sostenuto da Winckelmann. La composizione risulta essere di particolare importanza in quanto rappresentativa della proto pittura neoclassica: i contorni ben definiti, i drappeggi fortemente marcati e l’assidua ricerca per il disegno ne sono un esempio evidente. Apollo, osservato nel gesto di reggere la corona di alloro e lo strumento della lira, si trova al centro della composizione ellittica e funge da figura assiale circondato infatti dalle Muse. Dietro il dio della poesia sgorga l’acqua della fonte Castàlia, a cui lo stesso Dante farà accenno nel Purgatorio: "Tu prima m’invïasti verso Parnaso a ber ne le sue grotte, e prima appresso Dio m’illuminasti."