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Bassorilievo dell'Antinoo
Nelle ore di insonnia, percorrevo i corridoi della Villa, erravo di sala in sala, mi fermavo davanti ai simulacri di Antinoo. Ogni stanza aveva il suo, ogni portico perfino. Facevo schermo con la mano alla fiamma della mia lampada; sfioravo con un dito quel petto di pietra.
"Questa insigne opera giustamente denominata: la gemma di Villa Albani, segna il più alto grado di perfezione dell’arte greco-romana."
Sotto una volta affrescata dal Bicchierai, in una delle sale più evocative della Villa Albani Torlonia, dove una decorazione pittorica d’eccezione ritrae eminenti personaggi dell’età antica tra monumentali architetture e giardini, è custodita la più celebre effigie di Antinoo.
Il bellissimo giovane di stirpe bitinia, proveniente dalle regioni orientali dell’impero, Antinoo è stato descritto dagli storici e celebrato dai letterati di tutti i tempi come favorito e amato dell’imperatore Adriano, morto prematuramente in circostanze misteriose sulle rive del Nilo al seguito del corteo imperiale che accompagnava Adriano in uno dei numerosi viaggi nella terra d’Egitto.
“Antinoum suum, dum per Nilum navigat, perdidit, quem muliebriter flevit”: con tali parole nella Historia Augusta, celebre raccolta di biografie di imperatori, si narra della disperazione di Adriano nell’apprendere la tragica fine dell’amato.
Per eternarne la memoria, lo onorò con la fondazione di una città, Antinoupolis, nel luogo della sua morte, oltre che con la creazione di numerose statue, ammettendolo tra gli dèi e consacrandone il culto in tutta la terra allora conosciuta, dalle propaggini occidentali dell’impero sino alle più remote province orientali.
Il Rilevo dell’Antinoo è un capolavoro di grande importanza che ne mostra le caratteristiche ideali. Rinvenuto nel 1735 durante gli scavi a Villa Adriana è considerato per la sua qualità esecutiva una delle più straordinarie testimonianze del culmine supremo dell'arte classica, realizzazione dell’ideale assoluto di bellezza.
Esempio di insuperabile maestria, il basso rilievo si staglia nel centro di un camino rocaille disegnato con sovrabbondanza decorativa da Carlo Marchionni, il cui ingegno diede vita, per volere del Cardinale Albani, al progetto architettonico di Villa Albani Torlonia. Decorato con grifi che fiancheggiavano un’urna in bronzo, il camino evoca un vero e proprio monumento funebre, forse nell’intento di restituire il cenotafio all’interno del quale era incastonato il rilievo nella mirabile Villa Adriana, prestigioso luogo di provenienza e rinvenimento del rilievo.
L’immagine del giovane eromenos dell’imperatore Adriano, che qui appare eroizzata, venne consegnata alla storia in numerosissime opere tra cui statue busti, rilievi, medaglioni, monete e gemme, come tipo di bellezza malinconica dalle caratteristiche peculiari estremamente distintive (lineamenti morbidi, l’ampio torace, i riccioli arruffati della testa e uno sguardo abbattuto e intenso) e una serie iconografica di eccezionale ricchezza e varietà considerata come la grande creazione finale dell’arte classica.